Spezie, Budella e Accessori per Macelleria

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Spezie, Budella e Accessori per Macelleria

(Giulio Perrone Editore)

Spezie, budella ed accessori per macelleria è un romanzo psicologico ambientato nella Sicilia degli anni ’80. Ha quale protagonista Rosario, macellaio cinquantacinquenne che in vita sua non ha mai messo piede fuori dall’Ortigia – centro storico di Siracusa. Lì è il suo negozio, la sua famiglia e Carmela, la sua grassa e irrequieta amante.

Rosario prova a tracciare un primo bilancio della sua vita; il risultato è però alquanto deludente. Si accorge di aver vissuto fino ad allora solo ed unicamente per sezionare i quarti di vacca che acquista da Salvo, suo fraterno amico, per poi rivenderli – fatti a pezzi più piccoli – ai suoi clienti.

La sua famiglia è un’ulteriore fonte di continue delusioni: sua figlia Sebiana si è presto separata dal marito donnaiolo e si è rifugiata, con prole al seguito, a casa sua. Suo fratello Sebastiano – persona debole e disadattata – ha smesso di lavorare (dopo la perdita della moglie) ed è dedito all’alcool.

Rosario non trova quindi grossi punti di entusiasmo nella sua vita e si lascia vivere passivamente, non riuscendo a cambiare la realtà che lo circonda.

Sarà proprio però dall’improvvisa scomparsa di Sebastiano – sparito senza lasciar traccia alcuna – che lui piano piano, seguendo le orme del fratello scoprirà un mondo a lui sconosciuto e potrà riconquistare fiducia nelle proprie azioni e nelle persone che lo circondano.

L’incipit:

La prima volta che Rosario aveva preso in mano un tocco di carne cruda appena macellata aveva solo sette anni.

A cinquantacinque anni suonati lo ricordava ancora bene.

Quel giorno suo padre Giovanni, buon’anima, lo chiamò a sé con un tono di quelli a cui non si poteva opporre rifiuto. Il gran momento era arrivato.

Rosario lo sapeva che prima o poi sarebbe arrivato. Allora meglio prima. Così si toglieva il pensiero una volta per tutte.

Il padre lo chiamò a sé; salirono sull’auto e si diressero in campagna.

Da Siracusa la tenuta di Don Calogero distava pochi chilometri. Rosario ci si era recato spesso prima di allora, in compagnia di suo padre.

Ma quella volta gli sembrò la prima volta.

Le altre volte era stato diverso. Era andato solo per accompagnare suo padre. Gli piaceva andarci. Lì c’era infatti Lupo, un vecchio cane pastore, a cui Rosario era affezionato. E poi i conigli, le galline…

Quella volta, no. Era diverso.

Era il battesimo. E Don Calogero avvisato da Giovanni della loro venuta, li aspettava. Quel giorno Rosario avrebbe dovuto assistere a come si macellava una bestia. L’età prevista era quella. Sette anni. Così come aveva fatto suo padre prima di lui, e prima ancora, il padre di suo padre.

Sì, era una tradizione la loro. E così doveva essere.

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