“Pedofilia e droga, parroco in manette” – Adottare Convenzione di Lanzarote al più presto

 

Pedofilia e droga, parroco in manette“. Questa è purtroppo solo l’ultima notizia del genere battuta quest’oggi dalle Agenzie di stampa. Come questa ce ne sono tante tutti i giorni, tutti i giorni infatti sentiamo parlare di maltrattamenti e di abusi a carico e a danno dei più piccoli, crimine tanto più infame in quanto perpetrato a danno di persone che non possono difendersi.

Ecco del perchè anche l’Italia dovrebbe adottare il più possibile norme previste a tutela dei più piccoli; in questo senso vi è la Convenzione di Lanzarote, già divenuta legge nella gran parte dei Paesi Europei ma non ancora in Italia, dove da ben tre anni rimbalza come una palla da tennis tra la Camera ed il Senato. 

E’ urgente e non più procastinabile oramai far entrare al più presto nel nostro ordinamento legislativo tale importante norma che, se pur certamente non risolutiva del terribile fenomeno della pedofilia, potrebbe rappresentare quanto meno un primo importante passo verso il contrasto dell’abuso sui minori.

In Italia per lo più il problema riguarda prevalentemente l’ambito intrafamiliare, per cui sarebbe importante lavorare maggiormente di quanto già si faccia sul fronte della informazione e della prevenzione, rafforzando tutti i servizi di base rivolti alla famiglia e soprattutto offrire maggiori leve di intervento a chi quotidianamente opera sul territorio, quali assistenti sociali, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, ecc. 

In tal senso è stata pubblicata proprio oggi una lettera circolare (redatta in più lingue) del Vaticano ai vescovi del mondo intero, a firma del Cardinale statunitense William Levada (Prefetto della Congregazione per la Fede) contenente le linee guida da seguire nei casi di pedofilia che avvenissero in contesti ecclesiali. Tali direttive  riguardano da vicino i seguenti argomenti: “l’accoglienza alle vittime”, “la collaborazione con le autorità civili”, “la protezione dei bambini” e “la formazione dei futuri preti e religiosi”.

Testo della Convenzione di Lanzarote (tratto da documenti.camera.it):

  La Convenzione di Lanzarote, non ancora entrata in vigore, è il primo strumento internazionale con il quale si prevede che gli abusi sessuali contro i bambini siano considerati reati. Oltre alle fattispecie di reato più diffuse in questo campo (abuso sessuale, prostituzione infantile, pedopornografia, partecipazione coatta di bambini a spettacoli pornografici) la Convenzione disciplina anche i casi di grooming (adescamento attraverso internet) e di turismo sessuale. La Convenzione delinea misure preventive che comprendono lo screening, il reclutamento e l’addestramento di personale che possa lavorare con i bambini al fine di renderli consapevoli dei rischi che possono correre e di insegnare loro a proteggersi, stabilisce inoltre programmi di supporto alle vittime, incoraggia la denuncia di presunti abusi e di episodi di sfruttamento e prevede l’istituzione di centri di aiuto via telefono o via internet.

Il disegno di legge, ampiamente modificato nel corso dell’esame presso le Commissioni riunite, è articolato in due Capi.

Il Capo I reca la ratifica e l’ordine di esecuzione della Convenzione (artt. 1 e 2) e individua nel Ministero dell’interno l’autorità nazionale responsabile in relazione alla registrazione e conservazione dei dati nazionali sui condannati per reati sessuali (art. 3), prevedendo esplicitamente a tal fine il rispetto del Trattato di Prum (ratificato dall’Italia con legge n. 85 del 2009).

Il Capo II (artt 4-9) contiene invece disposizioni di adeguamento interno, che incidono in primo luogo sul diritto e sulla procedura penale.

L’articolo 4 modifica il codice penale.

In particolare, le lettere da a) a d) prevedono:

§         il raddoppio dei termini di prescrizione in caso di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne (salvo che ricorra la circostanza attenuante dallo stesso contemplata) e violenza sessuale di gruppo in danno di minore di anni 14 (novella all’art. 157 c.p.);

§         l’introduzione del reato di pedofilia e pedopornografia culturale (art. 414-bis c.p.), individuato nella condotta di chi con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti di prostituzione minorile (art. 600-bis), pornografia minorile (art. 600-ter), detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater) anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1 (pornografia virtuale), turismo sessuale (art. 600-quinquies), violenza sessuale (art. 609-bis), atti sessuali con minorenne (art. 609-quater), corruzione di minorenne (art. 609-quinquies). La pena è la reclusione da tre a cinque anni e la stessa pena si applica a chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più dei delitti indicati.

§         l’aumento delle pene nel caso di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati indicati nei confronti di minori (comma aggiuntivo all’art. 416 c.p.);

§         quale ulteriore aggravante dell’omicidio la circostanza che il fatto sia commesso in occasione della commissione dei reati di atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in cambio di denaro o di altra utilità, o di pornografia minorile (novella all’art. 576 c.p.).

Le lettere da e) ad i) intervengono in materia di delitti contro la personalità individuale.

In particolare, in materia di prostituzione minorile (art. 600-bis c.p.) vengono individuate ulteriori condotte riconducibili all’induzione, agevolazione e sfruttamento della prostituzione (primo comma), si interviene sulla fattispecie di cui al secondo comma (compimento di atti sessuali con un minorenne in cambio di denaro o altra utilità economica) anche attraverso la ridefinizione della nozione di utilità e si modifica la disciplina delle aggravanti.

In materia di pornografia minorile (art. 600-ter), si amplia il novero delle condotte riconducibili a tale delitto; in particolare, vengono aggiunti alle esibizioni pornografiche il concetto di spettacoli pornografici e al concetto di induzione alla pornografia minorile quello di reclutamento; si prevede inoltre la sanzionabilità di colui che, a prescindere da tali condotte attive, tragga comunque profitto da tali esibizioni e spettacoli.

Il provvedimento interviene anche sul regime delle circostanze di cui all’articolo 600-sexies, introducendo nuove circostanze aggravanti: somministrazione di sostanze pregiudizievoli della salute del minore, fatto commesso in danno di tre o più persone oppure approfittando della situazione di necessità del minore.

Vengono inoltre introdotti due nuovi articoli nel codice penale, che intervengono sulle circostanze attenuanti dei delitti contro la personalità individuali (art. 600-octies) e individuano ulteriori peneaccessorie applicabili nel caso di condanna per i medesimi delitti (art. 600-novies).

Le lettere da l) a p) dell’articolo 4, intervenendo infine sui delitti di violenza sessuale:

§         estendono l’ambito soggettivo di applicazione del delitto di atti sessuali con minorenne (art. 609-quater);

§         intervengono sul delitto di corruzione di minorenne (art. 609-quinquies), in particolare sanzionando anche il comportamento di chi faccia assistere un infraquattordicenne al compimento di atti sessuali, ovvero gli mostri materiale pornografico al fine di indurlo a compiere o a subire atti sessuali;

§         coordinano la disposizione sulle pene accessorie (art. 609-nonies) con l’introduzione del delitto di adescamento di minorenne (v. infra);

§         novellano la disciplina della comunicazione al tribunale per i minorenni (art. 609-decies, c.p.);

§         introducono il nuovo delitto di adescamento di minorenni (art. 609-undecies), punito con la reclusione da uno a tre anni. La condotta del nuovo reato consiste nel compiere qualsiasi atto volto a carpire la fiducia di un minore di sedici anni, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante internet o altre reti o mezzi di comunicazione; la fattispecie è caratterizzata dal dolo specifico (il soggetto agente deve avere agito al fine di commettere delitti di sfruttamento sessuale di minore o delitti di violenza sessuale).

L’articolo 5 reca modifiche al c.p.p., alcune delle quali in funzione di coordinamento della disciplina processuale con le modifiche apportate al c.p.:

§         con la novella all’art. 51, c. 3-bis, c.p.p., viene inserito il richiamo al nuovo settimo comma dell’art. 416 c.p. nell’elenco di delitti per i quali le funzioni di p.m. devono essere esercitate dall’ufficio presso il tribunale del capoluogo del distretto;

§         con la novella all’art. 282-bis c.p.p., si interviene in materia di allontanamento dalla casa familiare, attraverso l’ampliamento del catalogo dei delitti che possono comportare la misura dell’allontanamento dalla casa familiare a prescindere dai limiti edittali di pena;

§         si esclude l’applicazione del patteggiamento al caso di prostituzione minorile (art. 444 c.p.p.).

La disposizione interviene anche in materia di incidente probatorio (novelle agli artt. 392, comma 1-bis, e 398, comma 5-bis, c.p.p.), con modifiche volte a coordinare l’istituto con la previsione del nuovo delitto di adescamento di minorenni.

L’articolo 6, novellando la legge n. 1423 del 1956, sulle misure di prevenzione personali, prevede che il giudice possa prescrivere il divieto di avvicinamento a luoghi determinati, abitualmente frequentati da minori.

L’articolo 7, attraverso una novella all’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario, integra il catalogo dei delitti per i quali la concessione di benefici penitenziari ai condannati è subordinata alla partecipazione, con esito positivo, ad uno specifico programma di riabilitazione. Ai già previsti delitti di violenza sessuale, la disposizione aggiunge i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, turismo sessuale, corruzione di minorenni e adescamento di minorenni.

L’articolo 8, novellando l’art. 12-sexies del decreto-legge n. 306 del 1992, integra il catalogo dei reati da cui deriva l’applicabilità della confisca penale obbligatoria nell’ambito delle misure di prevenzione antimafia; la medesima disposizione prevede ulteriori ipotesi di confisca obbligatoria, anche perequivalente, in caso di condanna o patteggiamento della pena per alcuni delitti in danno dei minori.

L’articolo 9 ammette al patrocinio a spese dello Stato le persone offese, oltre che dai delitti di violenza sessuale (come nel testo vigente), anche dei delitti di sfruttamento sessuale di minori, di corruzione di minorenne, di adescamento di minorenne, di tratta di persone anche in deroga ai limiti di reddito generalmente previsti (art. 76, TU spese di giustizia).

L’articolo 10, infine, contiene la clausola di invarianza finanziaria.