Assemblea pubblica Consulta Penitenziaria di Roma – 14 marzo 2011

 

CARCERI_jpgCONSULTA PERMANENTE CITTADINA DEL COMUNE DI ROMA PER I PROBLEMI PENITENZIARI

 LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO E DELLA COOPERAZIONE SOCIALE CHE ADERISCONO ALLA CONSULTA PENITENZIARIA SVOLGERANNO UN’ASSEMBLEA PUBBLICA IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO IL GIORNO 14 MARZO ALLE ORE 15

PER SOLLECITARE IL GOVERNO AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI CHE RISTABILISCANO LEGALITA’ NEL SISTEMA PENITENZIARIO E IL COMUNE DI ROMA AD ASSUMERSI GLI IMPEGNI CHE GLI DERIVANO DALLA LEGGE PER GARANTIRE AZIONI DI RECUPERO E REINSERIMENTO SOCIALE DEI DETENUTI E DEGLI EX DETENUTI

 Constatata l’indifferenza dell’Amministrazione comunale ai nostri ripetuti appelli e sollecitazioni perché assumesse provvedimenti amministrativi che garantissero ai detenuti percorsi di reinserimento sociale cosi come previsto dalla legge 328/00, abbiamo deciso di svolgere le nostre assemblee in forma pubblica sulla piazza del Campidoglio per informare  i cittadini di Roma, attraverso le loro rappresentanze in Comune,  delle condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i detenuti e delle conseguenze che ne possono derivare per la sicurezza dei cittadini.

La Giunta Alemanno non si è limitata a eliminare il Piano permanente per le carceri del Comune e della Provincia di Roma ma ha progressivamente tagliato le spese sul bilancio comunale destinate ai programmi di reinserimento determinando:

  • Il rischio di chiusura delle case di accoglienza che garantiscono alloggio momentaneo ai detenuti in permesso o in libertà senza casa e lavoro,
  • Il mancato  rinnovo delle borse lavoro che consentono percorsi di inserimento lavorativo,
  • La mancanza di pubblicazione di bandi per progetti di recupero e reinserimento,
  • La mancata nomina del garante comunale dei diritti detenuti, se non dopo due anni la nomina a  garante di  un ispettore di polizia penitenziaria che dopo le nostre  proteste ha dovuto ritirare

E’ evidente che non possiamo più tacere per non essere indirettamente complici di politiche antidemocratiche nei confronti della popolazione detenuta .

Pertanto, assumendo il ruolo che la delibera di istituzione ci attribuisce “consigliamo” la Giunta capitolina a fare quanto è in suo potere  per ripristinare le garanzie democratiche e gli elementari diritti umanitari all’interno delle carceri

La città di Roma è sempre stata una città che ha saputo, con intelligenza e spirito di solidarietà condurre programmi e progetti che hanno sviluppato percorsi di inclusione per sostenere il recupero e il reinserimento dei detenuti e garantendo ai cittadini adeguati livelli di sicurezza . Gli istituti penitenziari romani nel 2000 furono simbolicamente eletti 21° Municipio della città, perciò chiediamo a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione di avviare un dibattito consigliare sul tema dei percorsi democratici negli istituti penitenziari che riporti Roma ad essere modello per le altre città d’Italia cosi come lo è stata fino all’insediamento dell’attuale maggioranza

Con le assemblee pubbliche inoltre intendiamo manifestare il nostro disappunto nei confronti di un Governo nazionale che a fronte di un aumento esponenziale della popolazione detenuta anche nel Lazio  – che ha ormai raggiunto i 6400 detenuti invece dei 4400 regolamentari –  ha ridotto drasticamente i fondi destinati Alle politiche penitenziarie causando un drastico peggioramento della qualità della vita dei detenuti portandola a livelli umani intollerabili  per una democrazia occidentale.

Il numero impressionante dei suicidi già registrato dall’inizio dell’anno non lascia sperare in una inversione di tendenza.

Noi sollecitiamo il Governo e le forze politiche ad approvare riforme che consentano di risolvere i problemi del sovraffollamento attraverso la scarcerazione di tossicodipendenti con l’applicazione dell’affidamento terapeutico previsto dalla legge, dei malati di AIDS, delle madri con i figli da  zero a tre anni,  dei malati psichiatrici e di tubercolosi, dei  malati di cancro, epatiti,  dei detenuti in attesa di giudizio, dei migranti ecc.

La tensione nelle carceri sale vertiginosamente e si respira una disperazione diffusa.

Se non si apportano immediatamente delle soluzioni le carceri rischiano di diventare una polveriera come lo furono, per chi ha memoria, quelle di prima della riforma del 1975.

Occorre intervenire immediatamente.

Il Presidente Lillo Di Mauro